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20

Feb
2019

Beppe Pizzi, 50 anni col "virus" del baseball

Responsabile del settore giovanile, consigliere, instancabile organizzatore, Beppe Pizzi è diventato in pochi anni una colonna del Milano. Anche se non ama i riflettori non possiamo evitare di fargli i nostri auguri. "Posso solo dire che sono orgoglioso di poter fare la mia piccola parte nella grande storia di questo club"

La storia delle società sportive è fatta spesso di coincidenze. E una delle coincidenze che ha fatto la fortuna del Milano nelle ultime stagioni è stato l'incontro tra il baseball e Beppe Pizzi. Una scintilla scoccata per caso, perchè dopo aver trasferito la famiglia dalle parti del Kennedy, il nostro Beppe ha assecondato il feeling nato tra suo figlio Davide e il nostro sport, arrivando a scoprire un mondo che fino a otto-nove anni fa gli era assolutamente sconosciuto. "E anche nei primi anni in cui ho abitato da queste parti, non avevo mai saputo che in questo centro sportivo si giocava a baseball", ammette Beppe. Poi la coincidenza: Giovanna Rosselli e Marco Masiero che vanno a fare una dimostrazione nella scuola che frequenta Davide, la decisione del giovane Pizzi di voler provare questo sport e il resto è una storia che porta papà Beppe fino ai nostri giorni. A dimostrazione che tante volte il lavoro nelle scuole non produce solo il reclutamento di ragazzi, ma anche di preziosissimi genitori. E oggi Beppe Pizzi può festeggiare i 50 anni da dirigente, consigliere, responsabile del settore giovanile rossoblù, persino tecnico da qualche anno, insomma factotum di una società che ha bisogno di tante braccia e di tanti volontari e che ha scoperto in questo preziosissimo personaggio di avere una colonna su cui contare. Già, perchè lèamore tra Beppe e il baseball è stato travolgente, tanto da farlo calare completamente nel ruolo di dirigente, al di là del coinvolgimento dei propri figli. Anche perchè, subito dopo Davide, che adesso è uno dei lanciatori di punta del giovane Milano di serie B, anche sua sorella Chiara è stata rapita dal softball che la vede impegnata, anche lei pitcher, nella Under 18 e , da quest'anno, pure nella neonata prima squadra femminile rossoblù che farà a sua volta il campionato di serie B. "Ma io ben presto ho preferito staccarmi dai miei figli " racconta Beppe -: appena mi sono messo a disposizione del Milano ho preferito occuparmi di tanti problemi gestionali, piuttosto che seguire esclusivamente Davide e Chiara". Qualche anno di apprendistato al fianco di Giovanna, poi la presa in carico in prima persona del settore giovanile che nel frattempo è cresciuto progressivamente fino a vedere il Milano iscritto ad ogni categoria sia maschile, sia femminile. E se il club ha potuto fare questo, certamente una buona parte del merito va riconosciuta a Beppe che sta diventando sempre più anima e punto di riferimento organizzativo del Milano. "Ma non voglio parlare di me e di quello che faccio", taglia corto Beppe che non è uomo da vetrina e da riflettori. "Posso solo dire che a poco a poco ho scoperto il valore di questa società, la sua dimensione storica nel baseball italiano e adesso posso certamente dire di essere orgoglioso di farne parte. Pur non appartenendo alla sua storicità. Ma sono soddisfatto di quello che stiamo facendo, perchè se penso che una volta a Milano c'erano quattro o cinque squadre di baseball, adesso siamo rimasti solo in due e noi stiamo facendo grandi sforzi per mantenere la serie B e soprattutto siamo stati in grado di riportare a Milano anche il softball che per tanti anni era scomparso dalla nostra città". Beppe non vuole parlare di se, preferisce parlare con i fatti. E noi gliene rendiamo atto, perchè in pochi anni, con la sua passione, ha conquistato la stima di tutto l'ambiente. Non a caso siamo davanti a uno di quei dirigenti che ogni tanto, per fortuna, spuntano anche nella storia del Milano. Un personaggio che per passione e impegno si colloca idealmente nella scia di un Goliardo Zanella o di zio Ugo Cossu, di Gianfranco Pipolo, di Gino Guerci o di Giancarlo Piazzi, tutti dirigenti che non si sono mai risparmiati nel mettersi a disposizione del nostro club per anni e anni di lavoro dietro le quinte. E Beppe Pizzi, da quando ha sposato la causa rossoblù, non è stato mai a fare calcoli. Per questo oggi, anche se lui avrebbe preferito evitare, vogliamo ringraziarlo pubblicamente per quanto sta facendo. E possiamo assicurare che se il Milano sta andando avanti, lo deve anche a lui.

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